Nativi digitali sempre connessi ma poco attenti alla sicurezza

sdnE’ dell’università Milano-Bicocca e del Tech and Law Center la ricerca condotta su 1012 studenti di 20 università italiane. I dati saranno esposti domani 17/05/2014 al Wired Next Fest in programma a Milano.

Dallo studio del Prof.Andrea Rossetti docente di informatica giuridica e filosofia del diritto dell’Università di Milano-Bicocca e da Giuseppe Vaciago, docente di informatica giuridica e fondatore del Tech and Law Center, emerge che quasi tutti i ventenni sono poco attenti alla loro sicurezza.

il 75% degli studenti utilizza quotidianamente lo smartphone per navigare on line, mentre l’85% lo utilizza per instant messaging (Whatsapp,Skype,Wechat,Viber ecc…).

Solo il 25% lo utilizza per i videogiochi on line o altre app. Sembra che l’esigenza primaria sia quella di comunicare piuttosto che di giocare.

Dalla ricerca effettuata nell’ambito del progetto “Security of the Digital Natives”, emerge un’errata percezione da parte degli studenti delle loro conoscenze e una forte mancanza di consapevolezza dei rischi legati ad alcuni comportamenti. Basti pensare che, all’inizio del questionario, l’82% degli studenti ritiene le proprie conoscenze almeno discrete, mentre al termine del questionario questa percentuale scende al 66%.

Questo fa capire non solo che le conoscenze in questo ambito sono scarse o pressochè minime, ma anche che vi è poco spirito autocritico e i giovani tendono a sopravvalutare le proprie conoscenze informatiche.

La dimostrazione è nel fatto che più del 40% non utilizza un PIN di protezione per il proprio dispositivo mobile, non effettua mai un log out appena finito di usare un’applicazione e usa lievi variazioni della stessa password per le diverse applicazioni, mentre quasi il 20% non effettua una cancellazione sicura dei dati nel caso in cui venda o presti il suo smartphone.

Infine più del 60% degli studenti si connette alle applicazioni (anche quelle non presenti negli store ufficiali) attraverso il log in di Facebook o di Google, senza valutare il fatto che i loro dati personali di accesso a facebook e google possono venire inviati ai gestori di applicazioni terze non ufficiali.

La mancanza di consapevolezza riguarda non solo gli studenti universitari, ma anche i giovani sviluppatori di applicazioni.
Dalle risposte emerge una certa noncuranza delle questioni relative alla sicurezza informatica, in quanto, insieme alla privacy, sembrano essere percepite solo come un ostacolo per l’utilizzo del dispositivo mobile e non come un requisito fondamentale per tutelare l’utente.

Gli studenti costretti a scegliere tra usabilità e sicurezza, scelgono principalmente la prima.

Gli esperti di Tech and Law Center, a seguito della ricerca, hanno individuato le tecniche e gli strumenti legali per ridurre, in futuro, i problemi connessi all’errata o non accorta adozione di misure di sicurezza sui dispositivi mobili.

Il progetto nel suo complesso prevede anche una fase successiva di eventi formativi e informativi in alcune università italiane.

I risultati integrali della ricerca saranno presentati martedì 20 maggio 2014 alle ore 10 presso
il Politecnico di Milano, Aula Rogers, Via Ampere 2

 

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